Donazione di Leonardo rifiutata dal Bambin Gesù e stornata sul Gaslini. L’ospedale pediatrico di Genova: «Mai ricevuta la proposta»

L’istituto genovese: «Eventuali future offerte di donazione da parte di Leonardo saranno valutate e comunicate con la massima trasparenza»

Tutto comincia, stamattina, con alcuni articoli dei media nazionali che raccontano del rifiuto dell’ospedale pediatrico romano della Santa Sede, di accettare la donazione di 1 milione e mezzo di euro per comperare macchinari utili alle cure dei piccoli pazienti. Qualche media adombra o asserisce che il “no” sia legato all’impegno di Leonardo, società pubblica, nel settore della difesa. Secondo Repubblica, che per prima ha pubblicato la notizia, il Papa e il suo entourage hanno deciso di rifiutare l’offerta per «non mettere in imbarazzo la Santa Sede proprio in questo periodo in cui il mondo alle prese con guerre sanguinose che il Pontefice denuncia ogni giorno».

L’agenzia Agi, invece, parla di «Un difetto di comunicazione tra azienda e Santa Sede» che «rischia di diventare un incidente diplomatico» e racconta «Fonti vicine al dossier precisano anche che il problema sarebbe sorto a causa della mancata, ma necessaria, comunicazione istituzionale dell’azienda verso il Vaticano prima di effettuare la donazione. La Santa Sede si sarebbe irrigidita lamentando informalmente anche l’inosservanza di un protocollo».
Altri media omettono le supposte ragioni. Ma proprio tutti riportano che il milione e mezzo sarebbe finito, quindi, all’ospedale pediatrico di Genova.
«In merito alla notizia diffusa questa mattina da organi di stampa nazionali, l’Istituto Giannina Gaslini segnala che non ha ricevuto proposta di donazione pari a 1 milione e mezzo di euro da parte del gruppo industriale Leonardo – si legge in una nota dell’ospedale -. Né l’Istituto Giannina Gaslini né la sua fondazione dedicata al fundraising Gaslininsieme hanno ricevuto la proposta oggetto di questa comunicazione. Eventuali future offerte di donazione da parte di Leonardo saranno valutate e comunicate con la massima trasparenza».


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